Michele Gazich
In direzione ostinata ed ebraica
Come Giona, Fuoco nero su Fuoco bianco, Il latte nero dell'alba, Dia de Shabat, Maltamé, Argon: sono solo alcune delle tante canzoni scritte da Michele Gazich, dal 2008 ad oggi, strettamente legate a tematiche ebraiche. Costituiscono un corpus di più di trenta composizioni in parole e musica: un percorso unico nella canzone d'autore.
Video: Argon
https://www.youtube.com/watch?v=4HDB-ejrkdc
Una Cantata Ebraica: perché?
Cantata Ebraica: accostamento inedito di nome e aggettivo, callida iunctura! Quando si pensa alla cantata viene in mente innanzitutto Bach, che ne scrisse più di cento e meravigliose, in larga prevalenza di argomento sacro. Gazich fa indossare alle sue canzoni i vestiti delle cantate bachiane: si ascolteranno infatti voci soliste, duetti, armonizzazioni corali, recitativi. Dice l’autore: “Ho voluto smaccatamente ebraicizzare un genere cristiano, protestante. Ne restano le caratteristiche formali, ma i contenuti sono ebraici”.
I musicisti
Michele Gazich: voce principale, violino, viola, percussioni psicoacustiche
Giovanna Famulari: voce, violoncello, melodica
Marco Lamberti: voce, chitarre, bouzouki
Michele Gazich
Michele Gazich è musicista, poeta, produttore artistico, compositore, scrittore di canzoni. Opera professionalmente nel mondo della musica dall’inizio degli anni novanta: tour in Italia, Europa e USA, collaborazioni con cantautori italiani, europei e singer-songwriter statunitensi (Michelle Shocked, Mary Gauthier, Eric Andersen e Mark Olson); orchestre; spettacoli teatrali; performances di poeti; colonne sonore cinematografiche; università e conservatori italiani ed esteri. Michele Gazich, ad oggi, ha collaborato a più di cinquanta album e ne ha pubblicati dieci a suo nome. Una dimensione di nomadismo artistico e di ricerca costante, che è diventata esistenziale.
Ultimi album:
Una storia di mare e di sangue (2014): presentato in occasione del Giorno della Memoria presso il Senato Spagnolo.
La via del Sale (2016): finalista Premio Tenco.
Rifles & Rosary Beads, con Mary Gauthier (2018): vincitore Americana UK Award; nomination Grammy Award.
Temuto come grido, atteso come canto (2018), scritto a Venezia presso l’isola di San Servolo nell’ambito del progetto “Waterlines” e presentato a Palazzo Marino, sede del comune di Milano.
Argon (2021) presentato al FolkClub di Torino, presso l’Auditorium del Vittoriale a Gardone Riviera (BS), al Festival Internazionale Folkest e al Ghetto Ebraico di Venezia in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica.
L’esecuzione sarà preceduta da un dialogo introduttivo
a cura di p. Guido Bertagna S.I. (Critico cinematografico) e
p. Claudio Zonta S. I. (Scrittore de “La Civiltà Cattolica”)
Esposte accanto al concerto e proiettate dentro al concerto ci saranno le immagini fotografiche di Giovanni Cavalli, dal suo progetto artistico Documento di viaggio, nato parallelamente e in relazione alle composizioni in musica e parole di Gazich
Ingresso libero fino ad esaurimento posti – No Parking

